Immigrazione: disinformazione o sciovinismo?
E’ stata presentata una proposta di legge bipartisan, per concedere il voto alle amministrative agli immigrati. Tra i firmatari la finiana Flavia Perina, l’ex segretario Pd Walter Veltroni, Roberto Rao dell’Udc e il portavoce di Idv Leoluca Orlando.
Subito dopo l’ennesima apertura al mondo dell’immigrazione, ai cosiddetti “nuovi italiani”, arriva la reazione di Bossi che, in linea con l’abituale del populismo dei toni, ha “precisato” : “gli immigrati a casa loro”.
Troppo spesso, purtroppo, ci si dimentica che l’immigrato è, prima di tutto, un uomo.
Il dato interessante che emerge con costanza e coerenza è la posizione di Gianfranco Fini, leader naturale del centro destra italiano (esclusa la Lega ovviamente, a meno che non si sia provvisti di sostanziale miopia politica; semmai si potrebbe considerare un’alleanza programmatica con l’Udc di Casini…). Staremo a vedere come il “delfino” della ormai storica An saprà – ma soprattuto vorrà – reagire agli imprevedibili sviluppi politici dell’attuale maggioranza di governo.
Prima domanda: perché un leader, e un intero movimento politico, continuano ad avere paura dell’immigrazione in sé? Perché lanciare “anatemi inutili?”. Forse per rosicchiare qualche altro voto vellicando, attraverso slogan e spot, istinti atavici con parole chiave quali “sicurezza” (ma ce ne sono molte altre; “Roma ladrona” docet…).
E’ ovvio che anche gli immigrati compiono crimini, che alcuni bivaccano e non siano del tutto o per niente integrati in Italia. Non è necessario però tirare in causa Cesare Beccaria per comprendere la lapalissiana constatazione che la criminalità origina soprattutto dal disagio. E’ anche vero però che, per una persona mediamente critica e informata, bisogna ammettere che persino uno starnuto un pò più forte della media, se compiuto da un immigrato, può diventare evento notiziabile.
Seconda domanda: perché in un Paese così tradizionalmente cristiano, quale si professa l’Italia, troppo spesso passano in sordina casi di discriminazione istituzionale e non solo? Dove sta la fraternità tra gli uomini tanto sbandierata? Dove stanno i cristiani? Una volta si sarebbe detto fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce; oggi si potrebbe dire: fa più rumore un immigrato, punto e basta. Eppure la storia insegna che l’ibridazione è la chiave vincente per superare le innovazioni del domani, per affrontare al meglio il futuro. Il pianeta terra e la storia dell’umanità sono sintesi di un’unica storia di mélange globale; eppure…
E’ ovvio che una fusione sostenibile tra culture non potrà avvenire né mediante il permissivismo miope di una sinistra ancorata, ahimè, al romanticismo sessantottino; né tantomeno da una destra xenofoba e pericolosamente ignorante.
Il Belpaese però è un Paese interessante, in cui accadono cose “strane”. Mentre la politica nazionale discute, annegando gli ideali in inutili chiassi, tra le altre mille notizie passate in sordina, c’è quella di un sindaco che vuole un “bianco natale”, ripulendo le strade della sua mite cittadina da un “negro natale” oppure quella del taglio agli insegnanti di sostegno.
Insomma, mentre i condottieri del Belpaese gozzovigliano tra bulli pupe e trans, e la crisi erode sempre più posti di lavoro, viene da chiedersi dove riuscirà l’Italia a trovare un pò più di autostima, voglia di tornare a credere in sé prima ancora che nei propri politici?